Città di Termoli (CB)
26 aprile, 2016
La vecchia Finanziaria ’99 in soccorso di via Udine, verso la soluzione.
Pubblicato in Politica | emanuelebracone@termolionline.it
TERMOLI. Oltre venti anni di attesa, ma c’è una norma che potrebbe risolvere la questione urbanizzazione in via Udine e in tutte le strade di lottizzazione anteriori al 1996.
“In sede di revisione catastale, è data facoltà agli enti locali, con proprio provvedimento, di disporre l’accorpamento al demanio stradale delle porzioni di terreno utilizzate ad uso pubblico, ininterrottamente da oltre venti anni, previa acquisizione del consenso da parte degli attuali proprietari”.
Si tratta del comma 21 dell’articolo 31 della legge 448 del 1998, la cosiddetta Finanziaria, ora detta Legge di stabilità. Ebbene, quanto promulgato per l’anno 1999 potrebbe davvero rappresentare l’uovo di colombo per risolvere una delle controversie più annose insistono sul nostro territorio, quello delle strade di lottizzazione. A leggerlo bene pare una misura ad hoc rispetto alle problematiche esistenti, per via Udine, forse quella più celebre, vista anche la nascita di un comitato di protesta zonale.
Una dozzina le situazioni ultraventennali su cui intervenire, senza rischiare la mannaia della Corte dei Conti, ma per far leva su quel comma, è fondamentale che la Regione inserisca un’apposita norma nella sua di Finanziaria, quella che approderà a breve in aula. Impulso del presidente della commissione Lavori pubblici Mario Orlando, che ha incontrato e colloquiato con la presidente Rosa Zaccaro, illustrando l’iter potenziale che permetterebbe di avviare l’acquisizione comunale di queste strade.
Per quel che abbiamo saputo nei corridoi del Palazzo, anche qualche esponente dell’opposizione è stato messo al corrente e tutta la maggioranza avrebbe dato il placet all’operazione, sindaco in testa, col coinvolgimento del superconsulente Donato Petrosino, che si è interfacciato con la segretaria della giunta regionale Mariolga Mogavero.
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9 aprile, 2016
In via Udine… “Lasciate ogni speranza o voi che entrate”, comitato “Dantesco”
Pubblicato in Politica | emanuelebracone@termolionline.it
TERMOLI. Il comitato di via Udine ama guastare la pace del weekend agli amministratori locali.
“Bentrovati a tutti coloro che seguono il Comitato di Via Udine e dintorni.
Ovviamente la foto è una burla, ma vogliamo aprire oggi una riflessione sulla condizione che accomuna molti di noi cittadini residenti del Comune di Termoli: il non essere considerati.
Siamo, facendo anche noi parte di questa nutrita percentuale di cittadini, delle persone normali, che non rivestono ruoli di rilievo nella scala sociale del nostro comune. Non abbiamo poteri decisionali sulle scelte che operano i vertici della stessa scala sociale, ma ne siamo coinvolti. Siamo, in una sola parola, amministrati.
Abbiamo però il potere, distribuito su una democratica maggioranza, di scegliere chi ci debba amministrare quando operiamo le nostre scelte all’interno della cabina elettorale, quando affidiamo la nostra personale fiducia a colui, o coloro, che riteniamo più degni di altri a rappresentarci. Sì, rappresentarci: veicolare i problemi di noi cittadini verso i centri decisionali per da discussione e la risoluzione degli stessi. Quando votiamo noi non stiamo distribuendo posti di lavoro alle persone che ci stanno simpatiche per far sì che poi possano accomodarsi su prestigiose poltrone e sistemare solo fatti di ristrette cerchie di privilegiati, che esulano dagli interessi della collettività, la quale invece avrebbe magari bisogno di tutt’altro.
Solo che poi trascuriamo il controllo dell’operato di chi abbiamo delegato a rappresentarci, forse immaginando che siano oberati di impegni ed abbiano delle cose molto più importanti da fare che stare a risolvere i nostri insignificanti problemucci. Ma così facendo i nostri problemucci si ingigantiscono, come pure la rabbia delle persone che si sentono ignorate, escluse dalla vita pubblica della comunità cui appartengono.
Chi ci amministra deve riflettere sulla funzione che ricopre, che è quella di ascoltare la cittadinanza e cercare di lavorare per migliorare la vivibilità del territorio amministrato, cosa che chiunque di noi comuni mortali apprezzerebbe appieno. Dovrebbe essere gratificante anche per gli stessi amministratori poter contribuire al benessere dei propri concittadini, ma forse questa di cui stiamo parlando è solo teoria.
La realtà, purtroppo per noi, è ben diversa. La realtà è che chi ci amministra non raccoglie i lamenti dei cittadini, anzi, se qualcuno “osa” disturbare la normale routine del potere costituito, o viene ignorato (nella migliore delle ipotesi) o viene invitato più o meno “gentilmente” a farsi da parte. Quello che sta vivendo il Comitato di Via Udine e Dintorni è questo: un neanche tanto velato invito a farci da parte, ad accantonare le nostre richieste ritenute pretestuose e prive di fondamento giuridico, ad abbandonare una partita che nelle stanze del potere locale considerano già persa (per noi, ovviamente). Noi non siamo giudici o avvocati saccenti che possono opporre cavilli giuridici inoppugnabili in grado di obbligare l’amministrazione ad acquisire la nostra strada, ma qualche certezza ce l’abbiamo: la prima è il sapere che “volere è potere”, per la qual cosa, se l’amministrazione volesse effettivamente imbastire uno straccio di soluzione, potrebbe tranquillamente farlo, dato che alcuni appigli (giuridici) glieli abbiamo cercati, e trovati, noi del Comitato; la seconda è che noi, da parte, non ci metteremo. Tanto, a continuare il far sentire le nostre ragioni non può che farci piacere, perché la cittadinanza tutta continuerà a conoscere, tramite la nostra voce, i fatti che la riguardano visti dal punto di vista di chi è, come noi e come dicevamo in premessa, amministrato”.
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26 marzo, 2016
Via Udine, “la maggioranza boccia l’opposizione, ma i problemi restano”
Pubblicato in Politica | emanuelebracone@termolionline.it
TERMOLI. Non c’è Sabato Santo che tenga per i componenti del comitato di via Udine.
“Eccoci di nuovo! Era giusto rendervi edotti degli appetiti politici che le problematiche condivise da molti cittadini stimolano negli amministratori e nelle opposizioni di turno, così come anticipato nel post della scorsa settimana.
Con un certo nostro disappunto, ma come potrete certamente notare in completa autonomia interpretativa, il contenuto delle dichiarazioni pubbliche cambiano “leggermente” se a farle è la stessa parte politica a seconda che si trovi a ricoprire il ruolo di opposizione o di maggioranza.
Pare che qualcuno possa inciampare in qualche vuoto di memoria, ma noi, come voi, ricordiamo benissimo i contenuti delle dichiarazioni del politico di turno quando queste interessano direttamente noi stessi o i “nostri” problemi. Vero?
Prendiamo spunto dalla sensibilità dimostrata dai consiglieri comunali di centrosinistra nell’Aprile 2013 (Marinucci, Paradisi, De Lena, Russo, Di Blasio, Caruso, Giuditta), allora all’opposizione, quando hanno presentato una mozione volta ad impegnare il Sindaco pro tempore e l’Amministrazione Comunale a realizzare il rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale in Via Asia, Via Giappone, Via India e limitrofe, considerato lo stato particolarmente critico di quanto allora esistente. Per la sicurezza dei cittadini, certamente. Nobile intento, certamente.
Ma quando viene invocata la stessa sicurezza per i residenti di Via Udine e zone limitrofe, il discorso cambia, soprattutto se cambia l’uditore, che nel frattempo è diverso (come sovente succede in democrazia)….
Questa volta sono i consiglieri di centrodestra (Di Brino, Roberti, Di Michele, Marone, Ciarniello e Rinaldi), di minoranza, a presentare, nel gennaio 2015, una articolata mozione volta ad impegnare il Sindaco e la Giunta Comunale a voler porre in essere tutte le attività finalizzate a risolvere l’annoso problema di via Udine attraverso l’intervento di messa in sicurezza della strada e dell’acquisizione al patrimonio comunale. La mozione viene discussa nel Consiglio Comunale del 13 Maggio 2015 in una seduta dai toni piuttosto accesi, il cui sunto è stato pubblicato anche da Termoli Online. Durante la seduta, il consigliere di maggioranza Di Francia ha dichiarato testualmente di “essere pronto a giurare di rassegnare le dimissioni qualora non dovessi riuscire a rendere attuativo il percorso per la resa pubblica della strada”, rivolgendosi direttamente ai rappresentanti del Comitato di Via Udine e Dintorni presenti in aula. L’assessore Gallo ha poi dichiarato che le opere di urbanizzazione della lottizzazione di Via Udine non sono mai state portate a compimento e che le fidejussioni a garanzia sono state, all’epoca, comunque svincolate.
Non vogliamo, oggi, colpevolizzare nessuno. Non chiediamo le dimissioni del consigliere Di Francia per non aver ancora portato a compimento l’acquisizione di Via Udine, ma ci piacerebbe sapere se ha fatto qualcosa, anche una piccola, insignificante cosa, per convincere la sua parte politica (la maggioranza, ricordiamocelo) ad avviare il discorso “acquisizione”. Poi una riflessione su quanto detto dall’Assessore Gallo: dello svincolo delle fidejussioni hanno responsabilità i residenti di Via Udine e dintorni? Sicuramente chi del Comune doveva vigilare, all’epoca, non lo ha fatto. Certo, i reati sono prescritti, ma come il Comune invoca la “trasmissione” delle competenze sulla strada di lottizzazione ai residenti, così noi chiediamo la “continuità” degli obblighi amministrativi sulle mancanze dei predecessori e a giusta riparazione delle mancanze. D’altronde, la strada è ad uso pubblico “certificato” anche dallo stesso Comune di Termoli, per il qual motivo una certa responsabilità sulla strada stessa ce l’ha, senz’altro, anche il Comune.
Il problema va affrontato e risolto, non basta bocciare una mozione di minoranza (come è stato fatto) per nascondere la polvere sotto il tappeto….
Ci sarebbe molto alto da dire sull’argomento, ma siamo stati, riteniamo, già abbastanza “lunghi”. Torneremo comunque sull’argomento, siatene certi”.
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26 febbraio, 2016
Il Comune inaugura, il Comitato declina: polemiche da via Udine
Pubblicato in Politica | redazione@termolionline.it

TERMOLI. “Il Comitato di Via Udine e Dintorni ha ricevuto il cortese invito del Sindaco Angelo Sbrocca, a mezzo dell’Ufficio Stampa del Comune di Termoli, all’inaugurazione della mostra ‘In Cantiere’ e alla Premiazione della Sessantesima edizione del Premio Termoli, per il giorno Sabato 20 febbraio ore 18,00 al MACTE, Museo d’Arte Contemporanea Termoli, via Giappone.
Essere invitati ad un evento culturale fa sempre piacere, poiché l’attenzione alla cultura ed all’arte, tema principe della mostra “In Cantiere”, libera dinamiche creative che sono da sempre stimolo di crescita dell’umanità. L’invito ricevuto dal nostro Comitato fa doppiamente piacere, perché “certifica” il fatto che esistiamo.
Che il Comune di Termoli sa che esistiamo. Rompe un “silenzio stampa” lunghissimo, durante l’arco del quale sono stati ignorati tutti i tentativi del Comitato di rapportarsi con gli organi comunali preposti per la risoluzione dei noti problemi del quartiere. È curioso constatare la coincidenza della data: 20 Febbraio. Esattamente un anno prima infatti, il 20 Febbraio 2015, il Comitato di Via Udine e Dintorni ha scritto una lettera al Sindaco di Termoli ed ai Consiglieri Comunali, pervenuta all’ufficio protocollo proprio in data 20 Febbraio 2015, con la quale si chiedeva di procedere all’acquisizione di Via Udine ai sensi dell’art.33 comma 21 della Legge Finanziaria n.448 del 23/12/1998.
Il lavoro di ricerca svolto dai componenti del Comitato aveva trovato uno spiraglio legale mediante il quale il Comune di Termoli avrebbe potuto procedere con l’acquisizione senza incorrere nel più volte paventato rischio di irregolarità e di sanzioni da parte della Corte dei Conti che l’eventuale acquisizione avrebbe comportato. Risposte? Nessuna. Confronti? Non pervenuti. Abbiamo atteso a lungo. Abbiamo atteso che l’amministrazione prendesse coscienza dell’entità del problema, che esaminasse la proposta e ci desse un cenno, positivo o negativo ma ce lo desse. Niente.
Ma a distanza di un anno ci invitano ad un evento. Forse perché si accorgono ora che non siamo “spenti”, che abbiamo iniziato nuovamente a far sentire la nostra voce, coi nostri post, con la nostra campagna informativa volta a sensibilizzare sempre più tutti i residenti del quartiere. Il gruppo del direttivo si sta riorganizzando per far sentire sempre più forte la voce del quartiere. Chissà che a urlare tutti insieme poi non si riesca a farci ascoltare….”.
[Commento pubblicato alla pagina facebook del “Comitato via Udine e dintorni”]
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26 gennaio, 2016
Via Udine, doccia fredda e dissenso: “ci hanno tolto lo striscione”
Pubblicato in Politica | redazione@termolionline.it
TERMOLI. Riceviamo e pubblichiamo nota stampa a cura del comitato cittadino “Via Udine”.
Con un certo dispiacere abbiamo dovuto constatare che qualcuno, nottetempo, ha provveduto a rimuovere lo striscione del Comitato di Via Udine e dintorni “Via Udine PUBBLICA”, da diverso tempo collocato in corrispondenza della biforcazione di Via Udine / Via Udine, sulla recinzione di un parcheggio condominiale.
La rimozione dello striscione, di cui nessuno pare saperne nulla, è certamente da condannare, poiché palesemente volta a danneggiare l’azione informativa che il Comitato si è prefissato fin dalla sua costituzione. Tuttavia, l’altra chiave di lettura che il fatto di per sé offre è la constatazione che il Comitato dà ancora “fastidio” a qualcuno, che forse vorrebbe cancellarlo del tutto.
Forse perché i residenti “devono” dimenticare di percorrere quotidianamente una strada che il Comune non ha mai acquisito al suo patrimonio stradale e che quindi rimane una strada “privata”, anche se di “utilizzo pubblico”, e sulla quale quindi qualsiasi manutenzione pubblica è rigorosamente vietata. Ricordiamoci quindi che, allo stato attuale, per operare interventi su Via Udine sarebbe necessario consorziarsi e “fare colletta”.
Non ci pare giusto. Chiunque abbia acquistato una unità immobiliare in via Udine non è stato mai reso edotto che la strada sarebbe stata sospesa in una specie di limbo amministrativo, né di poter accampare diritti su una pubblica via sulla quale, ricordiamo, è in essere un impianto di pubblica illuminazione, ci passano servizi pubblici (vedi autobus di città), collega due importanti arterie cittadine (Via Sandro Pertini con Via del Mare) e non vi sono indicazioni di sorta che la facciano percepire come strada “privata”.
Il Comitato si sta battendo per porre rimedio a questa stortura, ma le ragioni sulle quali basiamo le rimostranze più volte poste all’attenzione dell’amministrazione non sono state ancora prese nella dovuta considerazione. Diciamo che sono state ignorate, così come si ignora il ronzio di una fastidiosa zanzara che può anche pungerci, ma che alla fine sappiamo bene che non ci potrà fare troppo male. Noi continueremo la nostra azione. Se l’amministrazione attuale rimane sorda ai nostri appelli, faremo in modo che ogni singolo residente di via Udine sappia che attualmente viene trattato come cittadino di serie B, per il quale ci sono tasse e tributi da pagare, senza sconti, ma per il quale non esistono diritti e servizi di cui godere.
È il popolo che dovrà giudicare sull’attenzione amministrativa di cui sarà stato oggetto. I residenti dovranno ricordarsi dello stato in cui versa la strada che percorrono quotidianamente ed individuare le omissioni delle ormai necessarie azioni di risanamento.
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23 luglio, 2015
Via Udine: a 24 ore dall’incendio parla una residente
Pubblicato in Politica | redazione@termolionline.it
TERMOLI. In via Udine stamane restano l’odore di bruciato e i residui di quelle fiamme che ieri, intorno alle 18, hanno interessato una vasta area a ridosso della tangenziale e del centro abitato.
Un incendio divampato all’improvviso attorno a decine di palazzi, tra fumo e fiamme che in modo rapido sono avanzati tra le sterpaglie presenti nell’area.
A parlare è una residente che afferma: “C’è stato uno spavento grandissimo perché il fuoco sembrava che entrasse nelle case e quindi si è evitato il peggio. Speriamo davvero che non succeda mai niente di peggio. I vigili non riuscivano neanche a passare perché non si capisce bene da che lato passare; i problemi in questa strada ci sono e speriamo che qualcuno prenda provvedimenti in merito”.
Tanta la gente in strada che ha provveduto a serrare gli infissi della propria abitazione e contribuire con le pompe da giardino a limitare le fiamme gestite comunque con prontezza ed efficacia sia gli uomini della Protezione civile di Campomarino che dai Pompieri.
Un’emergenza durata un paio d’ore che ha sollevato le polemiche per una strada che da anni attende la definitiva acquisizione da parte del comune per opere appese a un filo burocratico da troppo tempo.
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